Per una stufa o una caldaia a pellet ci sono due incentivi, alternativi tra loro: il Conto Termico 3.0, che rimborsa fino al 65% della spesa in pochi mesi se sostituisci un vecchio apparecchio, e le detrazioni fiscali, che nel 2026 restituiscono il 50% sull’abitazione principale in dieci anni. Per quasi tutte le famiglie che sostituiscono una stufa, un camino o una caldaia, il Conto Termico è la strada più conveniente.
In questa guida agli incentivi per stufe a pellet e caldaie a biomassa trovi i requisiti, come si calcola l’incentivo, la procedura passo passo, gli errori che fanno perdere il rimborso e un confronto tra Conto Termico e detrazioni.
Incentivi per stufe a pellet: i due canali a confronto
| Conto Termico 3.0 | Detrazioni fiscali 2026 | |
|---|---|---|
| Quanto vale | Fino al 65% della spesa, calcolato su massimali | 50% abitazione principale, 36% altri casi |
| Quando arriva | Fino a 15.000 €: in un’unica rata, in pochi mesi | In 10 rate annuali, in dichiarazione dei redditi |
| Serve sostituire? | Sì, un generatore esistente | No |
| Serve capienza fiscale? | No | Sì, servono imposte da cui detrarre |
| Requisiti della stufa | 5 stelle, rendimento oltre l’85% | Requisiti tecnici previsti per le detrazioni |
I due incentivi non si sommano sullo stesso intervento: si sceglie l’uno o l’altro.
Conto Termico 3.0: gli incentivi per stufe a pellet e caldaie
Il Conto Termico 3.0, in vigore dal 25 dicembre 2025 con il decreto del 7 agosto 2025, è gestito dal GSE. Non è una detrazione ma un rimborso diretto, accreditato sul conto corrente.
I requisiti
- Sostituzione. La nuova stufa o caldaia deve sostituire un generatore esistente: una vecchia stufa a pellet o a legna, un camino aperto o chiuso, una caldaia a gasolio. Con il 3.0 i privati possono sostituire anche una caldaia a GPL o a gas, ma solo con una caldaia a biomassa con emissioni di particolato non superiori a 1 mg/Nm³.
- 5 stelle. Il nuovo apparecchio deve essere certificato 5 stelle secondo il DM 186/2017 e avere la dichiarazione di conformità al Conto Termico del produttore.
- Rendimento. Oltre l’85% per stufe, inserti e camini.
- Accumulo per le caldaie. Le caldaie a biomassa devono avere un accumulo di almeno 20 litri per kW.
- Potenza. Sopra i 15 kW, la nuova potenza non deve superare di oltre il 10% quella sostituita, salvo relazione tecnica.
Come si calcola l’incentivo
L’importo non è una percentuale fissa della fattura. Si calcola con una formula che considera la potenza dell’apparecchio, la zona climatica, dove le zone più fredde ricevono di più, e un coefficiente che premia le emissioni più basse. Il risultato non può superare il 65% della spesa sostenuta. Per la Sardegna, in gran parte in zona climatica C, l’incentivo è più basso che nelle zone alpine a parità di stufa, ma resta significativo.
Il calcolo preciso si fa sul modello scelto, con i dati della scheda tecnica: è una delle cose che facciamo nel preventivo. Chi preferisce non anticipare l’intera spesa può valutare lo sconto in fattura con il Conto Termico.
Le detrazioni fiscali come incentivi per stufe a pellet
In alternativa al Conto Termico si possono usare le detrazioni per i lavori sulla casa. Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale del proprietario, del 36% negli altri casi, e si recupera in dieci rate annuali. Con le regole attuali, dal 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%, salvo novità della legge di bilancio (quadro riassuntivo su BibLus).
Le detrazioni hanno senso soprattutto in due casi: quando non c’è un vecchio apparecchio da sostituire, quindi il Conto Termico non è accessibile, e quando la stufa fa parte di una ristrutturazione più ampia già in detrazione. Richiedono però di avere abbastanza imposte da cui detrarre, e il rimborso arriva in dieci anni.
Conto Termico o detrazioni: il confronto
Inserisci la spesa: vedi quanto e quando ricevi con ciascun incentivo. Il Conto Termico mostra il massimo teorico; l’importo reale dipende dal modello.
Il Conto Termico non può superare il 65% della spesa; la cifra effettiva dipende da potenza, emissioni e zona climatica. Le detrazioni richiedono capienza fiscale.
Incentivi per stufe a pellet: un esempio pratico
Facciamo un esempio, con cifre indicative. Una famiglia di Sassari sostituisce un vecchio camino aperto con una stufa a pellet canalizzata da 9 kW, certificata 5 stelle. La spesa complessiva, con installazione e canali, è di 4.500 euro.
| Scelta | Quanto recupera | Quando |
|---|---|---|
| Conto Termico 3.0 | fino a 2.925 € (65%), importo esatto secondo il modello | In un’unica rata, dopo l’accettazione della domanda |
| Detrazione, abitazione principale | 2.250 € (50%) | 225 € all’anno per 10 anni |
| Detrazione, seconda casa | 1.620 € (36%) | 162 € all’anno per 10 anni |
Esempio Cifre indicative: il valore effettivo del Conto Termico dipende da potenza, emissioni e zona climatica del modello scelto.
In questo caso gli incentivi per stufe a pellet del Conto Termico sono più convenienti sia per l’importo sia per i tempi: il rimborso arriva subito invece che in dieci anni, e non serve avere imposte da cui detrarre. Le detrazioni restano la strada giusta quando non c’è nulla da sostituire.
Incentivi per stufe a pellet e seconde case
Molte case sarde sono seconde case, al mare o in campagna. Per il Conto Termico non fa differenza: conta la sostituzione del vecchio apparecchio, non se la casa è l’abitazione principale. Per le detrazioni invece sì: nel 2026 la seconda casa ha il 36% invece del 50%. Per questo, nelle seconde case, gli incentivi per stufe a pellet del Conto Termico sono spesso l’unica opzione davvero interessante.
La procedura per gli incentivi alle stufe a pellet con il Conto Termico
- Scelta dell’apparecchio.
Verifica che la stufa o la caldaia sia 5 stelle, abbia la dichiarazione di conformità al Conto Termico e rientri nei requisiti di rendimento e potenza. - Fotografie prima dei lavori.
Fotografa il vecchio apparecchio e la sua targa; per un camino aperto senza targa serve un’autodichiarazione della potenza stimata. - Installazione e documenti.
L’installatore rilascia la dichiarazione di conformità e aggiorna il libretto d’impianto. Il vecchio apparecchio va smaltito o reso inutilizzabile. - Fattura e bonifico corretti.
Entrambi devono riportare il riferimento al decreto del 7 agosto 2025: niente bonifico “per detrazioni”. - Domanda al GSE entro 90 giorni.
Sul Portaltermico, con fatture, bonifici, foto e documenti tecnici. Fino a 15.000 euro l’incentivo è pagato in un’unica soluzione. - Conservazione dei documenti.
Tieni tutta la documentazione e le fatture del pellet certificato acquistato, da esibire in caso di controllo.
Gli errori che fanno perdere gli incentivi
Bonifico sbagliato
Usare il bonifico “parlante” delle detrazioni per una pratica di Conto Termico porta al rigetto della domanda. È l’errore più comune.
Stufa non 5 stelle
Una stufa a 4 stelle può essere ottima, ma non accede al Conto Termico 3.0. Controlla la certificazione prima di comprare.
Nessuna prova della sostituzione
Senza foto del vecchio apparecchio e della targa, o senza prova della sua dismissione, la sostituzione non è dimostrata.
Domanda fuori tempo
La richiesta va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori: oltre, l’incentivo si perde.
Gli incentivi per stufe a pellet cambiano con le leggi di bilancio e i decreti attuativi: prima di acquistare, verifica le regole in vigore alla data dei lavori.
Quale stufa scegliere per avere gli incentivi
Tutti i tipi di stufa a pellet possono accedere agli incentivi, se hanno i requisiti: ad aria, canalizzata, idro e caldaie. La scelta del tipo va fatta sulle esigenze della casa, non sull’incentivo: una stufa sbagliata resta sbagliata anche se in parte rimborsata. Per orientarti parti dalla guida completa alla stufa a pellet e, per le caldaie, dalla guida alla caldaia a pellet.
Incentivi per stufe a pellet: cosa chiedere al rivenditore
Prima di firmare un preventivo, fai queste domande. Le risposte ti dicono se potrai davvero accedere agli incentivi per stufe a pellet.
- La stufa è certificata 5 stelle secondo il DM 186/2017?
- Ha la dichiarazione di conformità al Conto Termico 3.0?
- Il rendimento dichiarato supera l’85%?
- Chi prepara e invia la pratica al GSE?
- È possibile lo sconto in fattura?
- Come vanno intestati fattura e bonifico?
Un rivenditore che segue la pratica sa rispondere a tutte e sei senza esitare. Se le risposte sono vaghe, meglio chiarire prima dell’acquisto che scoprire dopo che l’incentivo non spetta.
Domande frequenti sugli incentivi per stufe a pellet
Quanto si recupera con il Conto Termico per una stufa a pellet?
Fino al 65% della spesa, ma l’importo reale dipende da potenza, emissioni e zona climatica della stufa. Il calcolo si fa sul modello scelto, con i dati della scheda tecnica.
Posso avere il Conto Termico se non ho una stufa da sostituire?
No, per i privati serve la sostituzione di un generatore esistente. Senza sostituzione si possono usare le detrazioni fiscali.
Si possono sommare Conto Termico e detrazioni?
No, per lo stesso intervento si sceglie uno dei due incentivi.
Posso sostituire la caldaia a GPL con una stufa a pellet e avere il Conto Termico?
Il Conto Termico 3.0 consente ai privati di sostituire una caldaia a GPL o a gas con una caldaia a biomassa a basse emissioni. Per le stufe valgono le sostituzioni di apparecchi a biomassa, gasolio o carbone: il caso va verificato sulle regole GSE.
In quanto tempo arriva il rimborso del Conto Termico?
Per importi fino a 15.000 euro il pagamento è in un’unica soluzione, di solito entro pochi mesi dall’accettazione della domanda.
Vuoi la stufa giusta con l’incentivo giusto?
Scegliamo con te l’apparecchio, calcoliamo l’incentivo e seguiamo la pratica, anche con lo sconto in fattura.
Fonti · Aggiornato a settembre 2026. Verifica sempre le regole in vigore alla data dei lavori.